880 pixel in più rispetto al QHD e la diagonale che li rende nitidi

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Una definizione si scrive con due numeri: i pixel contati in larghezza, poi in altezza. In 3440x1440, il pannello allinea 3440 pixel su ogni riga e ne impila 1440. Il confronto utile è quello con il QHD classico, 2560 x 1440, che si trova sui 27 pollici: stesso numero di righe, 880 pixel in più in larghezza.

Si tratta di 4.953.600 pixel visualizzati invece di 3.686.400, ovvero il 34 per cento di superficie d'immagine in più, interamente guadagnata ai lati. Il rapporto tra larghezza e altezza passa a 2,39, che il mercato arrotonda a 21:9 e che viene illustrato nella pagina dedicata a questo rapporto d'aspetto.

Questi pixel aggiuntivi servono solo se rimangono abbastanza ravvicinati da mantenere nitido il testo. A determinarlo è la densità, misurata in pixel per pollice, che dipende dalla diagonale sulla quale viene distribuita la definizione.

Definizione o risoluzione, due parole per due cose diverse

I due termini vengono utilizzati l'uno al posto dell'altro, anche nelle schede tecniche, sebbene non misurino la stessa cosa. La definizione è un conteggio: 3440 pixel per 1440. La risoluzione è una densità: il numero di pixel contenuti in un pollice di monitor. Lo stesso conteggio di pixel produce due risoluzioni diverse a seconda che sia distribuito su 34 o 40 pollici.

La conseguenza pratica è diretta. Cercare la definizione più elevata ha senso solo in rapporto alla diagonale, e due monitor indicati come 3440x1440 non mostrano il testo alla stessa dimensione se non hanno la stessa diagonale. È il secondo valore, la densità, a determinare il comfort di lettura.

UWQHD, UWQHD+, WUHD: i valori esatti dietro le sigle

Tre sigle si dividono il formato ultrawide e ciascuna indica una definizione precisa.

  • UWQHD: 3440 x 1440 pixel. È la definizione di riferimento del formato, quella dei pannelli da 34 pollici.

  • UWQHD+: 3840 x 1600 pixel. Aggiunge 400 pixel in larghezza e 160 in altezza e viene utilizzata sui pannelli da 37,5 pollici.

  • WUHD: 5120 x 2160 pixel. Offre 11.059.200 pixel, contro gli 8.294.400 di un 4K UHD da 3840 x 2160, ovvero un terzo in più, ed è presente sui pannelli da 39,7 pollici.

Una quarta sigla compare ancora su alcuni pannelli più vecchi: WFHD, 2560 x 1080 pixel. Mantiene il formato ultrawide, ma scende a 1080 righe, l'altezza di un monitor Full HD. Su un monitor da 34 pollici, questa definizione offre una densità simile a quella di un televisore: leggibile da lontano, ma non ideale alla scrivania.

5K2K e 5K, due nomi per due pannelli

La definizione 5120 x 2160 viene commercializzata anche con il nome 5K2K, il che può creare confusione con il 5K da 27 pollici. Entrambi contano 5120 pixel in larghezza, da qui la sigla comune, ma il 5K classico impila 2880 righe, mentre la versione ultrawide si ferma a 2160. Si tratta di 14.745.600 pixel da una parte contro 11.059.200 dall'altra e, soprattutto, di una differenza di 720 righe in altezza.

La scelta tra i due, quindi, non dipende dal numero di pixel, ma dalla forma dell'immagine desiderata: altezza per documenti e fotoritocco, larghezza per lavorare con finestre affiancate. I dettagli della definizione 5K sono trattati nella pagina dedicata.

È la densità dei pixel a determinare la nitidezza, non la diagonale

La densità si calcola dividendo il numero di pixel per la larghezza reale del pannello. È l'unico riferimento che permette di confrontare monitor di dimensioni diverse.

  • 34 pollici a 3440x1440: circa 110 pixel per pollice.

  • 37,5 pollici a 3840 x 1600: 111 pixel per pollice.

  • 39,7 pollici a 5120 x 2160: 140 pixel per pollice.

Questi valori vanno confrontati con due riferimenti noti. Un monitor QHD da 27 pollici offre 109 pixel per pollice, mentre un monitor Full HD da 24 pollici circa 92. In altre parole, un monitor da 34 pollici in UWQHD offre esattamente la stessa finezza di visualizzazione di un monitor QHD da 27 pollici, su un'immagine più larga di un terzo: il testo ha le stesse dimensioni e la stessa nitidezza, semplicemente ce n'è di più per ogni riga.

Il monitor da 39,7 pollici in WUHD cambia categoria. I suoi 140 pixel per pollice lo collocano al livello di un monitor 4K da 32 pollici, ovvero in una fascia di densità in cui i caratteri diventano piccoli alla scala di visualizzazione nativa.

La regola che ne deriva si riassume in una frase: una definizione non va mai valutata da sola, ma sempre in rapporto alla diagonale sulla quale viene distribuita. Stendere 3440 pixel su 40 pollici porterebbe a una densità tipica di un monitor entry-level.

Il ridimensionamento, la risposta alle alte densità

Oltre i 130 pixel per pollice, gli elementi dell'interfaccia diventano piccoli su una postazione osservata da meno di un metro. Windows e macOS offrono quindi un ridimensionamento dello schermo, espresso in percentuale nelle impostazioni di visualizzazione: al 125 per cento, tutto ciò che il sistema disegna viene ingrandito di un quarto, mentre la definizione nativa rimane quella del pannello.

Questa impostazione non ha nulla a che vedere con la scelta di una definizione inferiore. Una definizione inferiore allunga un'immagine con meno pixel sull'intero pannello e rende il testo sfocato. Il ridimensionamento, invece, continua a disegnare i caratteri utilizzando tutti i pixel disponibili e li rende semplicemente più grandi.

Prima di farvi affidamento, ci sono due aspetti da conoscere. I software più vecchi che non gestiscono questa impostazione possono apparire sfocati o con proporzioni errate. Inoltre, su una postazione con due monitor di densità diverse, ogni pannello mantiene la propria percentuale di ridimensionamento, il che può far cambiare dimensione a una finestra quando viene spostata da un monitor all'altro.

Un QHD completo, più una colonna da 880 pixel

Il modo più semplice per rappresentarsi ciò che offrono 3440 pixel è dividerli. Il pannello contiene una finestra QHD completa da 2560 pixel e rimangono 880 pixel sul lato. Questa colonna può ospitare un'app di messaggistica, una conversazione, una tavolozza di strumenti o un browser in una finestra stretta, senza mai coprire la finestra principale.

Divisi equamente, questi 3440 pixel danno due finestre da 1720 pixel ciascuna, contro i 1280 di un monitor QHD da 27 pollici. Su un monitor da 39,7 pollici, i 5120 pixel lasciano 1706 pixel per ciascuna delle tre finestre aperte affiancate.

Il montaggio video e il trattamento audio sfruttano la stessa larghezza in un altro modo: la timeline si estende senza dover fare zoom per ritrovare l'inizio del progetto. I fogli di calcolo seguono la stessa logica, con più colonne visibili prima di dover scorrere orizzontalmente. Cosa cambia questa larghezza sulla postazione di lavoro, e cosa invece non cambia, è spiegato nella pagina generale sui monitor ultrawide.

La porta video e il cavo trasportano la definizione o la limitano

Una definizione può essere visualizzata solo se il collegamento tra il computer e il monitor è in grado di trasmetterla. Ogni porta ha una versione e questa versione determina la definizione e la frequenza massime supportate. Sul monitor da 37,5 pollici della gamma, la porta DisplayPort è in versione 1.4 e la porta HDMI in versione 2.0; sul modello da 34 pollici, la scheda tecnica indica HDMI 2.0, DisplayPort 1.2 e USB-C.

La porta USB-C merita una menzione a parte con questo formato. Trasporta l'immagine, i dati dell'hub USB e la ricarica del computer portatile attraverso lo stesso cavo, fino a 65 W sui modelli interessati. Una postazione configurata in questo modo si riduce a un solo cavo tra computer e monitor.

La definizione incide anche su ciò che il computer deve calcolare. Visualizzare 3440x1440 significa elaborare 4.953.600 pixel per ogni immagine, il 34 per cento in più rispetto a un monitor QHD da 27 pollici, mentre un pannello da 5120 x 2160 richiede tre volte più pixel di un monitor Full HD. Per l'uso d'ufficio e la navigazione web, è sufficiente la grafica integrata nei processori recenti; gli utilizzi che ricalcolano continuamente l'immagine, come il montaggio video, richiedono una scheda grafica dedicata.

Quando la definizione visualizzata è inferiore a quella nativa del pannello, è necessario verificare tre elementi, nell'ordine: l'uscita video utilizzata sul computer, la versione della porta selezionata sul monitor e il cavo stesso, la cui qualità costruttiva determina la velocità di trasferimento effettivamente sostenibile. Il pannello, dal canto suo, visualizza sempre ciò che riceve.