Uno schermo a 60 Hz visualizza una nuova immagine ogni 16,7 millisecondi. A 100 Hz, l'intervallo scende a 10 millisecondi. È proprio questa differenza, e solo questa, a spiegare perché un testo che scorre risulti più leggibile sul secondo schermo rispetto al primo.
La soglia dei 100 Hz è quella in cui il miglioramento è evidente senza bisogno di cercarlo, nelle operazioni che ogni postazione di lavoro ripete centinaia di volte al giorno: scorrere una pagina, sfogliare un foglio di calcolo, spostare il cursore da un capo all’altro dello schermo. Oltre questa soglia, le differenze continuano a esistere ma si riducono notevolmente.
Una precisazione importante prima di proseguire: sugli schermi ad alta definizione, 4K, 5K e 6K, il ragionamento cambia. È la densità di visualizzazione a determinare il comfort di lettura, e i 60 Hz rimangono lo standard tecnico.
Cosa descrive esattamente la frequenza di aggiornamento
La frequenza di aggiornamento, espressa in hertz, indica quante volte al secondo lo schermo è in grado di ricostruire l’immagine visualizzata. Uno schermo a 100 Hz ricostruisce la propria immagine 100 volte al secondo, ovvero una volta ogni 10 millisecondi.
Questo valore descrive una capacità, non un risultato. Non dice nulla sul numero di immagini che il computer produce effettivamente, né sulla qualità del pannello, né sulla fedeltà dei colori. Uno schermo a 165 Hz collegato a un computer che elabora solo 60 immagini al secondo ne visualizza 60 al secondo.
Da non confondere nemmeno con il tempo di risposta, che misura la velocità con cui un pixel cambia stato ed è espresso in millisecondi. Entrambi i valori riguardano il movimento, ma descrivono due fenomeni distinti.
Dove si nota il passaggio a 100 Hz: il testo in movimento
Un testo fermo appare identico sia a 60 che a 240 Hz. La differenza si nota solo quando l’immagine cambia, e nell’ambito dell’informatica d’ufficio ciò avviene soprattutto in tre situazioni.
- Lo scorrimento di una pagina o di un documento: il testo si sposta verticalmente e viene ridisegnato a ogni fotogramma. Più i fotogrammi sono ravvicinati, più lo spostamento è scomposto in modo dettagliato, quindi più i caratteri mantengono la loro forma durante il movimento.
- Lo scorrimento di un foglio di calcolo: stessi effetti, con linee sottili e cifre ravvicinate che mal sopportano una suddivisione grossolana del movimento.
- Lo spostamento del cursore: su uno schermo di grandi dimensioni, il puntatore percorre una lunga distanza. A 60 Hz, lascia una traccia visiva più distanziata rispetto a 100 Hz.
Il passaggio da 60 a 100 Hz riduce l’intervallo tra due immagini di 6,7 millisecondi. Si tratta della differenza più significativa dell’intera scala, ed è per questo che costituisce il livello di riferimento per una postazione di lavoro.
Perché il guadagno raggiunge poi un limite massimo
Il miglioramento del comfort non è proporzionale all’aumento della frequenza, poiché ciò che conta è l’intervallo tra due fotogrammi, e tale intervallo diminuisce sempre più lentamente.
Frequenza: 60 Hz
Intervallo tra due fotogrammi: 16,7 ms
Guadagno rispetto al livello precedente: riferimento
Frequenza: 75 Hz
Intervallo tra due immagini: 13,3 ms
Guadagno rispetto al livello precedente: 3,4 ms
Frequenza: 100 Hz
Intervallo tra due immagini: 10,0 ms
Guadagno rispetto al livello precedente: 3,3 ms
Frequenza: 120 Hz
Intervallo tra due immagini: 8,3 ms
Guadagno rispetto al livello precedente: 1,7 ms
Frequenza: 165 Hz
Intervallo tra due immagini: 6,1 ms
Miglioramento rispetto al livello precedente: 2,2 ms
Frequenza: 320 Hz
Intervallo tra due immagini: 3,1 ms
Miglioramento rispetto al livello precedente: 3,0 ms
Tra 60 e 100 Hz, l’intervallo si riduce di 1,7 volte. Tra 100 e 320 Hz, occorre più che triplicare la frequenza per guadagnare 6,9 millisecondi in più, su tempi già molto brevi.
Ciò non significa che le frequenze elevate siano inutili: in un gioco d’azione veloce, dove l’intera immagine scorre continuamente e dove la reattività determina il risultato, questi millisecondi si giustificano pienamente. È la trasposizione meccanica di questa escalation nel contesto dell’ufficio che non ha alcun fondamento.
L’alta definizione cambia la questione
Sugli schermi ad alta densità di pixel, il ragionamento precedente lascia il posto a un altro.
Uno schermo 4K da 27 pollici, uno 5K da 27 pollici o uno 6K da 31,5 pollici visualizzano rispettivamente 8,3, 14,7 e 21,2 milioni di pixel. A queste densità, il comfort di lettura deriva dalla finezza del tratto dei caratteri, non dalla velocità con cui l’immagine viene ricostruita. Un testo è leggibile senza sforzo anche in caratteri piccoli, il che è proprio l’uso previsto.
Questi schermi funzionano prevalentemente a 60 Hz, per un semplice motivo tecnico: trasportare 21 milioni di pixel cento volte al secondo richiede una larghezza di banda considerevole, e la scelta è ricaduta a favore della risoluzione.
Nel catalogo JAPANNEXT, lo schermo da ufficio da 27 pollici IPS 5K e lo schermo per da ufficio da 31,5 pollici IPS 6K illustrano questo approccio. I loro 60 Hz non rappresentano un limite imposto su un sistema da ufficio: sono la conseguenza logica di ciò che offrono sotto altri aspetti. Lo stesso ragionamento vale per la gamma 4K da ufficio e per i formati di grandi dimensioni da 43 a 75 pollici.
Ciò che il computer e il cavo devono garantire
Uno schermo a 100 Hz visualizza 100 fotogrammi al secondo solo se tre condizioni sono soddisfatte contemporaneamente.
Il dispositivo deve generare quel numero di immagini. Nell’ambito dell’ufficio, ciò avviene quasi sempre, poiché le interfacce desktop hanno requisiti minimi. Il sistema di connessione deve poi trasmettere il flusso, il che dipende dalla versione della porta e dal cavo utilizzati; il vincolo aumenta con l’aumentare della risoluzione. Il sistema deve infine essere impostato sulla frequenza corretta, cosa che non avviene sistematicamente: uno schermo in grado di funzionare a 100 Hz può operare a 60 Hz senza che l’utente se ne accorga, semplicemente perché l’impostazione predefinita non è mai stata modificata.
Quest’ultimo punto merita una verifica prima di qualsiasi acquisto sostitutivo: capita che uno schermo già installato sia sottoutilizzato.
Sfarfallio e comfort: due meccanismi da non confondere
La frequenza di aggiornamento viene spesso confusa con lo sfarfallio, mentre si tratta di due fenomeni distinti.
La frequenza di aggiornamento riguarda la frequenza di ricostruzione dell’immagine. Lo sfarfallio percepito su alcuni schermi deriva il più delle volte dalla gestione della retroilluminazione, la cui intensità può essere regolata tramite rapidi cicli di accensione e spegnimento, in particolare a bassa luminosità.
Uno schermo con una frequenza elevata non è quindi automaticamente esente da sfarfallio, e uno schermo a 60 Hz non lo produce necessariamente. Si tratta di due caratteristiche da esaminare separatamente nella scheda tecnica.
Gli schermi da ufficio JAPANNEXT
Il catalogo copre entrambe le categorie descritte in questo articolo.
- Schermo da ufficio da 27 pollici IPS Full HD 100 Hz USB-C con ricarica da 65 W: il modello di riferimento che corrisponde esattamente alla categoria qui descritta, con la ricarica del portatile tramite lo stesso cavo.
- Monitor da ufficio da 27 pollici IPS 5K e Monitor da ufficio da 31,5 pollici IPS 6K: la categoria ad alta densità, in cui la risoluzione è fondamentale.
- La gamma a 120 Hz costituisce la fascia superiore, prevalente nel catalogo.
Il tutto è raggruppato nella collezione di monitor da ufficio.
Per approfondire: risoluzione, pannello e utilizzo
- Monitor da gaming 4K, 120 Hz o 144 Hz: lo stesso argomento visto dal punto di vista del gaming, dove le fasce di fascia alta sono giustificate.
- Capire la risoluzione 4K: cosa offre la densità di visualizzazione e perché è fondamentale nell’ambito dell’ufficio.
- La risoluzione 5K: il livello superiore, seguendo la stessa logica.
- Comprendere i diversi tipi di pannelli dei monitor: il tempo di risposta e la tecnologia del pannello, distinti dalla frequenza di aggiornamento.
FAQ: frequenza di aggiornamento nell’uso d’ufficio
Quale frequenza di aggiornamento scegliere per l’uso d’ufficio?
Su uno schermo a definizione standard, 100 Hz rappresenta la soglia oltre la quale si nota un miglioramento nello scorrimento e nel movimento del cursore, poiché l’intervallo tra due immagini passa da 16,7 a 10 millisecondi. Oltre questa soglia, gli intervalli si riducono notevolmente.
60 Hz sono ancora sufficienti?
Dipende dalla risoluzione dello schermo. Su uno schermo 4K, 5K o 6K, il comfort di lettura deriva dalla densità di visualizzazione e 60 Hz rimane lo standard per questi schermi. Su uno schermo a definizione standard, il passaggio a 100 Hz apporta un miglioramento percepibile del testo in movimento.
144 Hz o 165 Hz sono utili al di fuori dei giochi?
Il vantaggio esiste, ma diventa marginale: passare da 100 a 165 Hz riduce l’intervallo tra due immagini di 3,9 millisecondi, contro i 6,7 del passaggio da 60 a 100 Hz. Queste frequenze mantengono tutto il loro significato in un contesto di gioco veloce, dove la reattività determina il risultato.
Perché gli schermi 4K e 5K sono spesso a 60 Hz?
Perché trasportare e visualizzare da 8 a 21 milioni di pixel ad alta frequenza richiede una larghezza di banda considerevole. La scelta tecnica va a favore della definizione, che è ciò che si cerca in questi formati.
Come si fa a sapere a quale frequenza funziona effettivamente il proprio schermo?
La frequenza effettivamente utilizzata è indicata nelle impostazioni di visualizzazione del sistema operativo. Uno schermo in grado di funzionare a 100 Hz può operare a 60 Hz se l’impostazione predefinita non è mai stata modificata, una situazione frequente e priva di sintomi evidenti.